Il mito del Cane Dominante

 

 

IL MITO DEL CANE DOMINANTE

di Angelica Da Ronco (educatore cinofilo)

 

È uno dei termini più ambigui della cinofilia: c’è chi pensa sia la spiegazione di qualsiasi comportamento del cane e chi la considera quasi una parla tabù… ma che cos’è davvero la dominanza?

Cerchiamo una volta per tutte di analizzarne il significato, i contesti in cui viene utilizzato in etologia per dare finalmente un senso ad un termine che ormai ha delle implicazioni su moltissimi aspetti della convivenza con il nostro migliore amico. 

Partiamo dagli inizi e andiamo a guardare che cos’è la dominanza nel regno animale:

 

Cosa vuol dire dominanza

In etologia il termine “dominanza” è molto usato con un significato ormai univoco e accettato.

Indica una relazione tra due individui instaurata dopo una serie di interazioni agonistiche: il vincitore sarà definito il soggetto dominante mentre il perdente quello subordinato.

Il comportamento agonistico in questa situazione è profondamente diverso da una aggressione qualsiasi: gli etologi riconoscono in queste interazioni un’intenzione di fondo di cercare un vincitore e un vinto, di stabilire una relazione, piuttosto che di lasciarsi cadere nell’escalation della violenza.

L’assenza di violenza è un aspetto molto importante: la comunicazione animale usa molto il tatto, e può essere anche molto energica. La differenza tra comunicazione e aggressione sta proprio nell’emozione di fondo: in una competizione da dominanza, per quanto lo scontro possa sembrare pesante, non c’è perdita di autocontrollo da parte dei contendenti.

Se il gruppo sociale è composto da più di due individui, è possibile, che si crei una gerarchia transitiva, in cui il soggetto alfa è dominante su beta, beta è subordinato ad alfa ma dominante su gamma e così via, fino ad arrivare al soggetto omega, sottomesso a chiunque.

La relazione di dominanza può essere temporanea, ad esempio tra due individui che si contendono la priorità ad una risorsa: esaurito il tema della disputa anche la gerarchia scompare; tuttavia anche nei gruppi sociali stabili i rapporti di dominanza non sempre sono duraturi ma possono variare a seconda delle circostanze.

E questo mette in discussione la tesi secondo cui “leader si nasce”.

 

Dominanza e Aggressività

La definizione di dominante è “colui che detiene il potere”.

Partiamo dal presupposto che il cane sia un animale sociale e che viva in una struttura gerarchizzata come i lupi, quindi andiamo a guadare nei progenitori del nostro migliore amico come funziona la detenzione del potere.

I primi studi sui branchi di lupi sono stati svolti negli anni Sessanta: si trattava di lupi in cattività, in cui gli animali si ritrovavano spesso a dover convivere in branchi creati artificialmente e in spazi ristretti o comunque limitati. Quello che si osservò furono frequenti aggressioni  (spesso anche letali), e subito si pensò che la gerarchia fosse basata sulla violenza. Un’analisi più attenta però fece emergere che molto spesso qualche esemplare si allontanasse dal branco fino ai confini della riserva: un segnale che forse i lupi cercassero di evitare i conflitti, ma la mancanza di sufficienti spazi impediva loro di disperdersi e frazionare i branchi.

Studi più recenti hanno considerato tutti questi limiti e preso in esame gruppi di lupi allo stato brado, scoprendo che questi animali vivono in realtà in famiglie, dove il rispetto della gerarchia coincide con la devozione dei figli verso i genitori.

In questo scenario non è necessaria la violenza per farsi rispettare, anzi la gerarchia è finalizzata proprio ad evitare episodi violenti, che infatti nei branchi in natura sono quasi assenti.

Proprio come nei gruppi di esseri umani, anche per i lupi è l’autorevolezza e non l’autorità a fare il leader: un buon capo è calmo, ha autocontrollo e ignora le provocazioni. L’aggressività in un gruppo sociale non può essere ammessa in quanto mina la stabilità del gruppo stesso; l’individuo aggressivo pertanto non è il più forte ma al contrario un soggetto problematico dannoso per se stesso e per il branco.

Se vogliamo riprodurre quindi un rapporto basato sulla dominanza con il nostro cane, sarà bene ricordarci di mantenere sempre l’autocontrollo. Ogni gesto o punizione che sia fatto con rabbia infatti sarà visto dal nostro quadrupede come un’aggressione (e di conseguenza la sua reazione sarà un’aggressione o la sottomissione), e non compreso come un atto sociale. Se vogliamo essere dei leader e avere il rispetto del nostro fedele amico, occorre imparare come mostrare la nostra dominanza attraverso l’autorevolezza, senza nessuna forma di rabbia: in questo modo la sua risposta non sarà la sottomissione, ma il rispetto e la collaborazione. Così ci insegna la natura.

cane grande con piccolo 

 

Il mio cane è dominante?

Abbiamo detto che la dominanza è una relazione. La relazione riguarda necessariamente due individui, quindi la dominanza non è una caratteristica della personalità: “il mio cane è dominante” è una frase che non ha nessun significato.

Gli studi sugli animali da branco rivelano che non c’è motivo per cui un individuo di alto rango dovrebbe mantenere la sua posizione sociale se spostato in un altro gruppo.

Leader non si nasce e l’etologia ha abbandonato da tempo questa convinzione: studi statistici sui branchi di lupi suggeriscono che il temperamento di un animale varia a seconda dello stato fisiologico e delle circostanze sociali. È quindi più corretto pensare che le relazioni di dominanza siano determinate da fattori molteplici piuttosto che da “tratti di dominanza”.

Gli studi sui lupi rivelano infatti che a determinare le gerarchie concorrono fattori come età, stato riproduttivo, condizioni nutrizionali, risorse da contendersi; le osservazioni sui cani selvatici del West Bengala indicano inoltre che le dispute relative alla dominanza avvengono solamente nel periodo riproduttivo, suggerendo che la gerarchia per questi animali abbia importanza solamente per quanto riguarda la possibilità di riprodursi. Tutte queste caratteristiche non sono certo parte del patrimonio genetico di un cucciolo!

“Dominanza” è solo una relazione: il comportamento di un animale cambia a seconda delle circostanze come pure il suo ruolo in una società.

Cani Corso giocano 

 

Conclusioni

Credo sia chiaro che il termine “dominanza” non è adatto a spiegare la personalità di un cane; tantomeno serve a scusare i suoi comportamenti aggressivi nei confronti di uomini e animali.

Tuttavia è un termine che ha molto da insegnarci sui cani e sul nostro rapporto con loro. L’importante è non usarlo per stigmatizzare la personalità di un soggetto, cercando scuse per i suoi comportamenti o per i nostri atteggiamenti nei suoi confronti.

Il rapporto con un cane è qualcosa che va continuamente scoperto, come anche la sua personalità. Usare il termine “dominanza” ha assolutamente senso se si cerca di comprenderne il significato e di trasportarlo in un impegno ad avere un rapporto sano di collaborazione e rispetto con il proprio migliore amico: questo ci insegna Madre Natura.

 

 

Bibliografia:

–           Dominanza: realtà o mito?- Barry Eaton- Haqihana Editore, 2003

–           All’altro capo del guinzaglio – Patricia B. McConnel – Ed. TEA, 2003

–           Bradshaw, J.W.S., Blackwell, E.J. and Casey, R.A. (2009) Dominance in domestic dogs – useful construct or bad habit? Journal of Veterinary Behaviour, Clinical Applications and Research, Volume 4, Issue 3, Pages 109-144 (May-June 2009)

–           Mech, L. D. (2008). What Happened to the Term Alpha Wolf? International Wolf, Winter 2008, pp. 4-8. http://www.4pawsu.com/alphawolf.pdf

–           Creel et al. Rank and reproduction in cooperatively breeding African wild dogs: behavioural and endocrine correlates- Behavioral Ecology Vol. 8 No. 3: 298-306

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Forum Leadership e gerarchia con il cane in famiglia

  • Questo topic ha 129 risposte, 25 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 5 anni, 5 mesi fa da fubiano.
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  • Autore
    Post
  • #77720
    robyasia22
    Utente
      • @robyasia22

      come mai è meglio dare una sberletta sulla testa o canna nasale invece che sul posteriore? :-) grazie

      #77723
      martablack
      Utente
        • @martablack

        come mai è meglio dare una sberletta sulla testa o canna nasale invece che sul posteriore? :-) grazie

        Da ex cavaliera, una motivazione alternativa all’immediatezza del gesto ed alla maggiore sensibilità della zona, è quella che la sberla sul muso il cane la vede anche, invece che sentirla soltanto.

        #77727
        espada
        Utente
          • @espada

          sul posteriore gli aumenta l’eccitazione, è una spinta in avanti, in apertura…

          #77743
          fubiano
          Utente
            • @fubiano

            Non è tanto questione di pacche o buffetti dati più o meno in modo opportuno ma dell’approccio col cane difronte ai messaggi che il cucciolo ci invia non parlo per cose lette sui libri o dette dal guru di turno ma ho visto molti cani mandare questo tipo di segnale e mettere in guardia i proprietari su tali atteggiamenti consigli che venivano regolarmente ignorati anzi considerati offensivi e da incompetenti , salvo tornare dopo un anno dicendo che il cane era ingestibile e raccontando solo una piccola parte dei guai che aveva fatto. Secondo voi è più facile impostare un cucciolo od un cane di un anno un anno e mezzo che nel frattempo è diventato trenta e più chili e fa quello che vuole.

            #77782
            desperada
            Utente
              • @desperada

              @Espada: grazie per il link, lo leggerò senz’altro :-)

              @Marta Black: no, non pretendo di ottenere il massimo in poco tempo, ho solo paura che il tempo passi senza che sia riuscita a stabilire un rapporto equilibrato con la cucciola. Ovunque leggo che le esperienze dei primi 6 mesi di vita segnano il cane per sempre, io non sono un’esperta nè un’educatrice, quindi potrebbero essere tutte sciocchezze, ma la mia cucciola ha 4 mesi e ho solo paura di lasciar passare il periodo “buono” facendo errori che poi non potrò recuperare. Quindi non voglio tutto e subito, voglio impegnarmi per fare le cose nel modo giusto, a prescindere da quanto tempo ci vorrà.
              Rispetto alla leadership forse dipende da noi, nè io nè il mio compagno abbiamo attitudine alla leadership, in nessun campo, non ci interessa primeggiare, non siamo competitivi, non ci interessa e non ci riesce comandare… forse è a causa di questa mancata attitudine che fatichiamo a fare presa sulla cucciola, ma allora vuol dire che è una partita persa fin dall’inizio? Vuol dire che non possiamo imparare a comportarci da leader con lei? Non sono domande retoriche, chiedo queste cose seriamente.
              Per quanto riguarda il gioco credimi che provo di tutto, ma niente sembra interessarla. Le poche volte che è lei a cercarci per giocare si limita a tirarci per i pantaloni o a morderci le ciabatte cercando di sfilarcele dai piedi. In quei momenti cerchiamo di coinvolgerla con altri oggetti ma con scarso risultato, il più delle volte prende il gioco e va in cuccia a morderlo, escludendoci.
              L’unica cosa che le interessa è il cibo, il gioco del “cerca” in casa lo fa volentieri, così come fa volentieri i giochini di intelligenza (bicchierini con premietti ecc…), potremmo puntare tutto su quelli e in generale inventarci giochi che prevedano l’impiego di bocconcini.

              @Lola012: certamente io e il mio compagno non siamo maestri di sicurezza, siamo insicuri un po’ di carattere (che coppia eh??? :pinch:), ma con la cucciola in particolare siamo insicuri perchè abbiamo paura, come dicevo prima, di sbagliare. Il nostro obiettivo è rendere la cucciola un cane equilibrato e sicuro di sè… ma al di là degli intenti ci manca la parte più importante: come fare? Quali comportamenti (nostri e del cane) evitare per non renderla un cane insicuro? Quali favorire?.

              @messico: al centro cinofilo, dove abbiamo fatto solo 2 lezioni per ora, ci hanno insegnato a fare il giochino che dici tu: slegare il cane in un posto senza altri cani o troppe distrazioni, mettersi a camminare cambiando ogni tanto direzione, se il cane ci segue ci accucciamo dando le spalle al cane e quando questo ci viene di fianco diamo il bocconcino e le diciamo brava. Poi ripetiamo l’esercizio correndo. Pochi minuti per non far calare l’attenzione, poi lo ripetiamo in un altro momento della giornata.

              @Angelica: la cucciola non è agitatella, anzi, a volte mi sembra un po’ moscia, non ha la vitalità che quasi sempre riscontro nei cuccioli di pari età, però è testarda! Ti faccio un esempio: per combattere l’ansia da separazione ci hanno consigliato, tra le altre cose, di prestarle meno attenzioni in casa, di non farci seguire in tutte le stanze ma, qualche volta, chiuderle la porta in faccia, di simulare le uscite e poi non uscire, di farla dormire da sola, di non considerarla da mezz’ora prima di uscire e al rientro a casa finchè non si è messa buona in cuccia o da altra parte, a questo punto andare a salutarla ed eventualmente giocare. Bene, l’altro giorno torno a casa, non la considero finchè non si è messa in cuccia tranquilla, quindi sono andata a salutarla, ho cercato di coinvolgerla in qualche gioco senza successo così ho riposto i giochi e sono andata in un’altra stanza. Lei ha iniziato a cercare la mia attenzione facendo tutto ciò che sa benissimo di non dover fare: saltare sul divano, sbranare il cuscino della cuccia, strappare la carta igienica dal bagno, portare lo scovolino del WC sul divano, mordere le scatole di detersivo ecc…. Ho contattato l’educatore raccontando i fatti e chiedendo come comportarmi in questi casi, e lui mi ha detto che la cucciola sta facendo esattamente quello che cerco di fare io: imporsi! Quindi giocare quando vuole lei nel modo in cui vuole lei! In pratica non accetta i miei tentativi di stabilire una “gerarchia”, se così si può chiamare.
              Non posso dire di non fidarmi dell’educatore, ci siamo visti al campo del centro cinofilo solo 2 volte… l’impressione che ho avuto non è stata cattiva, certo lui mi sta facendo fare il corso di educazione di base, quindi punta su cose quali la condotta al guinzaglio, il “ferma”, il “seduta” ecc… abbiamo anche parlato della leadership e mi ha consigliato le cose vi ho detto e che si traducono, praticamente, in: dobbiamo decidere noi cosa fare, come e quando, a partire dalla passeggiata (decidiamo noi dove andare e quanto rimanerci) per arrivare alla gestione degli spazi della casa (no letto, no divano e no a quegli spazi che sono esclusivamente nostri).

              @Fubiano: credo tu abbia ragione, ci considera al suo servizio, e come ci ha detto l’educatore al centro, ci da per scontati :-( dobbiamo trovare il giusto canale per farle capire che non è così…

              #77785
              espada
              Utente
                • @espada

                ti va di girare qualche video col cellulare, caricarli su youtube e linkarli, così magari ci possiamo fare un’idea sempre approssimativa ma più vicina alla realtà?

                #77786
                desperada
                Utente
                  • @desperada

                  ti va di girare qualche video col cellulare, caricarli su youtube e linkarli, così magari ci possiamo fare un’idea sempre approssimativa ma più vicina alla realtà?

                  che tipo di video? mentre è a casa? mentre è fuori?

                  #77787
                  espada
                  Utente
                    • @espada

                    un po’ dell’uno e dell’altro, quello che tu ritieni possa essere rappresentativo

                    #77789
                    martablack
                    Utente
                      • @martablack

                      Desperada, io non intendo la leadership da manager d’azienda, bensì relativamente all’autorevolezza. Almeno uno di voi, tra te ed il tuo compagno, è autorevole (e non autoritario)?
                      Purtroppo l’eventuale incapacità di esserlo consegue grandi difficoltà nell’educazione del cane e nell’impostazione del vostro rapporto, pertanto il mio consiglio è di non cercare di essere quello che non siete, ma di impostare il lavoro sulla base della vostra vera natura (ovviamente questo non significa far fare al cane tutto ciò che vuole quando vuole), perché è facile che poi cediate, nonostante tutta la buona volontà, senza contare che sarebbe anche più facile per voi e per il cane interagire. Tra l’altro, l’insicurezza che avete, unitamente alla paura di sbagliare, fanno sì che voi sbagliate davvero e il cane non capisca più niente… Ricordiamoci che gli animali “vedono” quello che si è realmente, non quello che si cerca di essere, quindi, fossi in te, abbandonerei l’idea di sembrare altro (l’addestratore/educatore, infatti, non dovrebbe lavorare sul cane, ma su di voi, perché il cane sa fare benissimo il cane :whistle: )
                      Io lo vedo con il mio cane ed il mio compagno: lui è autorevole mentre io sono autoritaria… E infatti Black ascolta molto più lui che me: io faccio più fatica, proprio perché la mia natura non mi consente, per quanto io mi sforzi di correggermi, di essere ascoltata al volo, come contrariamente accade al mio compagno, a cui basta un respiro o uno sguardo. E di conseguenza il rapporto che ognuno di noi due ha con il nostro cane è differente, ma ugualmente di rispetto reciproco.

                      Naturalmente la cosa richiede un po’ di tempo, ma non dovete scoraggiarvi, tanto meno avere fretta di sfruttare i due mesi rimanenti: con il proprio cane non si smette mai di lavorare e anche oltre i suoi 6 mesi d’età esso, così come noi padroni, non smette di imparare!

                      Per quanto riguarda i giochi, se a lei piace la ricerca del cibo, allora sì, punta tutto su quella, inventandoti qualche gioco nuovo per poterle fare avere il suo premietto. Su youtube ci sono tanti video che propongono giochi di attivazione mentale con premio finale, quindi prendi pure spunto…

                      #77791
                      kendra
                      Utente
                        • @kendra

                        Per quanto riguarda il gioco credimi che provo di tutto, ma niente sembra interessarla. Le poche volte che è lei a cercarci per giocare si limita a tirarci per i pantaloni o a morderci le ciabatte cercando di sfilarcele dai piedi. In quei momenti cerchiamo di coinvolgerla con altri oggetti ma con scarso risultato, il più delle volte prende il gioco e va in cuccia a morderlo, escludendoci.

                        Avete pensato a qualche alternativa senza giochi? Penso alla lotta, a qualcosa che possa esser fatta solo con i vostri corpi, senza strumenti ulteriori. Magari mi sbaglio (in questo per esempio il video suggerito da Espada potrebbe aiutare) ma letta così mi sembra proprio che il cane vi inviti al gioco, ma che voglia giocare con voi senza oggetti diversi… insomma, tentar non nuoce
                        Per quanto riguarda i giochini di attivazione mentale, devo ammettere che io ne ho sempre fatti pochissimi. So che una delle regole di base è che non devono essere troppo complicati, per non creare frustrazione nel cane. Visto che il vostro obiettivo è diverso, non potrebbe essere utile, ogni tanto, inserire qualche variazione che impedisca alla cucciola di risolvere il gioco da sola, costringendola a chiedere il vostro aiuto in modo da rendervi interessanti ai suoi occhi? O la cosa potrebbe essere troppo negativa dal punto di vista della sua autostima?

                        #77808
                        lola012
                        Utente
                          • @lola012

                          @Lola012: certamente io e il mio compagno non siamo maestri di sicurezza, siamo insicuri un po’ di carattere (che coppia eh??? :pinch:), ma con la cucciola in particolare siamo insicuri perchè abbiamo paura, come dicevo prima, di sbagliare. Il nostro obiettivo è rendere la cucciola un cane equilibrato e sicuro di sè… ma al di là degli intenti ci manca la parte più importante: come fare? Quali comportamenti (nostri e del cane) evitare per non renderla un cane insicuro? Quali favorire?.

                          Credo che la sicurezza la dobbiamo acquisire in noi stessi, almeno per quel che riguarda la gestione del cane, solo se riusciamo veramente a non avere più la paura e l’insicurezza riusciremo ad assumere atteggiamenti e posture che il cane percepirà come autorevoli. Concordo con chi ha detto che il cane “vede la vera natura dell’uomo”, perciò credo sia importante che la quotidianità venga vissuta serenamente accettando anche di poter commettere qualche errore senza che per questo l’equilibrio del cane debba essere compromesso.

                          Più tu ti poni domande sul come fare e più ti crucci per trovare soluzioni, più è possibile che entri in ansia o che ti demoralizzi, invece devi spezzare questo circolo vizioso…

                          Ad esempio, rientrando in casa, io aspetterei che sia la cucciola a venire a salutarmi e non il contrario. Pazienza se non viene, non sono io che ho bisogno di lei… cioè è proprio un meccanismo mentale che deve scattare, non deve sentire che siete in apprensione per lei, o userà questa vostra debolezza come strumento di potere, credo.

                          #77834
                          desperada
                          Utente
                            • @desperada

                            non potrebbe essere utile, ogni tanto, inserire qualche variazione che impedisca alla cucciola di risolvere il gioco da sola, costringendola a chiedere il vostro aiuto in modo da rendervi interessanti ai suoi occhi? O la cosa potrebbe essere troppo negativa dal punto di vista della sua autostima?

                            Ah… non ne ho idea… noi ne abbiamo solo uno e ormai lei lo fa ad occhi chiusi, io cerco di diversificare un po’ per renderglielo comunque interessante, però potrei provare a comprarne un altro diverso

                            #77835
                            desperada
                            Utente
                              • @desperada

                              Ad esempio, rientrando in casa, io aspetterei che sia la cucciola a venire a salutarmi e non il contrario. Pazienza se non viene, non sono io che ho bisogno di lei… cioè è proprio un meccanismo mentale che deve scattare, non deve sentire che siete in apprensione per lei, o userà questa vostra debolezza come strumento di potere, credo.

                              Quando rientro a casa la trovo dietro alla porta, perchè dai video che ho registrato ho visto che quando esco lei alterna momenti in cui fa su e giù per il corridoio ululando a momenti in cui si sdraia davanti alla porta di ingresso e dorme, quindi quando entro in casa la trovo lì davanti…
                              Per adesso abbiamo organizzato i nostri turni di lavoro in modo da lasciarla sola 2h al giorno, poi piano piano aumentiamo il tempo, almeno questo è quello che ci hanno consigliato di fare…

                              #77852
                              lola012
                              Utente
                                • @lola012

                                Ho riletto un po’ tutto il thread, e onestamente devo dire che, da quel poco che ho potuto capire, la situazione ed i problemi con una cucciola di 4 mesi sia perfettamente normale. A parte che la cucciola proviene da una cucciolata casalinga e nei 70 giorni che è stata in casa, ha ben socializzato con gli animali, ma bisogna vedere quanto ha socializzato con i bipedi. Quindi, mettiamo il caso che non abbia avuto grandi rapporti con gli esseri umani in questi primi mesi, ci sta anche che sia un po’ diffidente con le persone. Perciò a voi sta tutto il lavoro di socializzazione con le persone, insegnate loro come approcciare il cane nella maniera corretta (non accarezzarla in testa, ma sui fianchi o sotto al mento) e datele tempo.

                                Stai veramente tranquilla, mi sembra che stiate facendo tutto il possibile per la sua educazione, sono d’accordo sul farsi seguire da un educatore perché questo vi dà supporto in un momento di disorientamento e può aumentare la fiducia in voi stessi, continuate così.

                                Ma forse siete entrati in loop. Vi siete messi in testa che alla cucciola non importi di voi o che si affezionerà a voi, e rischiate di andare in contro alla profezia che si auto avvera.

                                Onestamente non posso credere che non vi sia affezionata, lo dimostra il fatto che soffre di ansia da separazione. Quindi se voi ci siete o meno per lei la differenza c’è eccome!

                                Nella mia ignoranza, se voi vi rasserenate, anche il cane si rasserena. Sembra un discorso new age ma io penso che sentimenti di frustrazione che forse provate potrebbero trasferirsi sul cane, è una cosa possibilissima vista l’empatia di questi animali.

                                Credo che per il momento possiate solo accettare certi comportamenti come parte del suo carattere, che magari crescendo e acquisendo sicurezza si modificheranno. Nel senso che, se lei porta i giochini in cuccia, non potete pensare che il problema siete voi, che lei non vi vuole etc., perché questo è un pensiero che nasconde vostre necessità di ricevere affetto dal cane ma non va incontro alle necessità del cane, che in quel momento probabilmente ha necessità di starsene in disparte e credo che debba essere rispettato.

                                Quoto Angelica

                                Quello che personalmente ho avvertito leggendo il tuo post è che abbiate di partenza paura che il cane non si affezioni a voi.. questo può portarvi inconsciamente a cercare continuamente e quasi forzatamente l’attenzione del cucciolo, ma questa cosa non può funzionare.

                                Il senso degli esercizi che ti ha dato l’educatore è dare delle regole al cane: questo lo farà sentire parte della famiglia e in questo modo si può aiutarlo a sviluppare la sua socialità.

                                In generale, se fosse il mio cane io semplicemente lo lascerei stare: stargli addosso non lo aiuta ad esprimersi!

                                #77950
                                desperada
                                Utente
                                  • @desperada

                                  Ho riletto un po’ tutto il thread, e onestamente devo dire che, da quel poco che ho potuto capire, la situazione ed i problemi con una cucciola di 4 mesi sia perfettamente normale. A parte che la cucciola proviene da una cucciolata casalinga e nei 70 giorni che è stata in casa, ha ben socializzato con gli animali, ma bisogna vedere quanto ha socializzato con i bipedi. Quindi, mettiamo il caso che non abbia avuto grandi rapporti con gli esseri umani in questi primi mesi, ci sta anche che sia un po’ diffidente con le persone. Perciò a voi sta tutto il lavoro di socializzazione con le persone, insegnate loro come approcciare il cane nella maniera corretta (non accarezzarla in testa, ma sui fianchi o sotto al mento) e datele tempo.

                                  Stai veramente tranquilla, mi sembra che stiate facendo tutto il possibile per la sua educazione, sono d’accordo sul farsi seguire da un educatore perché questo vi dà supporto in un momento di disorientamento e può aumentare la fiducia in voi stessi, continuate così.

                                  Ma forse siete entrati in loop. Vi siete messi in testa che alla cucciola non importi di voi o che si affezionerà a voi, e rischiate di andare in contro alla profezia che si auto avvera.

                                  Onestamente non posso credere che non vi sia affezionata, lo dimostra il fatto che soffre di ansia da separazione. Quindi se voi ci siete o meno per lei la differenza c’è eccome!

                                  Nella mia ignoranza, se voi vi rasserenate, anche il cane si rasserena. Sembra un discorso new age ma io penso che sentimenti di frustrazione che forse provate potrebbero trasferirsi sul cane, è una cosa possibilissima vista l’empatia di questi animali.

                                  Anch’io ho riletto tutto il thread… e mi sono fatta venire ansia da sola… credo che il problema, più che della cucciola, sia nostro che non ci sentiamo all’altezza della situazione. Questo ci porta a vivere questa esperienza senza naturalezza, e così ci siamo dati alla ricerca di insegnamenti teorici che, forse, contano ben poco se non si ha la giusta predisposizione d’animo! Mi rendo conto che dobbiamo fare prima di tutto un lavoro su noi stessi, solo così possiamo lavorare bene con la cucciola.
                                  Continueremo il lavoro con l’educatore perché lo ritengo importante, però dobbiamo parallelamente, e forse più intensamente, lavorare sul nostro modo di affrontare la situazione.
                                  Ringrazio tutti per i preziosi consigli, a volte è indispensabile trovarsi faccia a faccia con i propri limiti e le proprie caratteristiche, e voi tutti mi avete aiutata ad inquadrare meglio la situazione. Spero di aggiornarvi con buone notizie!
                                  A presto!

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