Recupero comportamentale o gestione degli istinti del cane?

È davvero pensabile poter rendere un cane, potenzialmente pericoloso, affidabile e remissivo in ogni situazione, oppure è solo un’illusione?

È verosimile, credere che non esistano cani inaffidabili in natura, e che le intemperanze comportamentali siano solo la conseguenza di una cattiva gestione?

A queste e ad altre domande cercherò di rispondere in questo mio breve articolo, ponendomi in maniera scevra da qualsiasi dogma o pregiudizio e cercando di capire, insieme a voi, il confine esistente ed invalicabile, tra l efficacia dell’operato umano ed il limite imposto dalla natura animale, in tutto ciò.

 

Nell’affrontare le tematiche in oggetto, esordisco enunciando la mia idea sull’argomento, partendo dal concetto che, per me, i cani sono delle meravigliose creature che vivono una realtà totalmente istintiva, in assenza di qualsiasi forma di razionale pensiero.

Giacomo Leopardi, pensando agli animali, diceva che essi fossero davvero felici in quanto vivendo in modo istintivo, non hanno nessuna consapevolezza o paura del futuro, vivono in maniera assoluta, senza pensare che un attimo prima si annoiavano o che un istante dopo non saranno più felici, essi esistono nel presente, ed il passato o il futuro non incidono minimamente nella loro qualità di vita.

Non hanno consapevolezza dell’ineluttabile destino di morte, dalla quale “Nullo omo vivente può scappare”, come si legge nel “Cantico delle Creature” scritto da San Francesco, il Santo più animalista che sia mai esistito.

Concetti quali: bontà, cattiveria, coraggio, altruismo, invidia, razzismo, ecc ecc, non appartengono al regno animale.

Un cane è: voglia di cibo, senza pensare alle calorie oppure ai grassi; voglia di aggredire, senza valutare l’effetto del suo gesto; desiderio di accoppiarsi senza le regole morali che appartengono al mondo del suo migliore amico.

Essi salvano vite umane, non sapendo che nel farlo mettono a repentaglio la loro; cercano di aggredire cani molto più grandi, non perché sono coraggiosi ma solo per il fatto di non conoscere la mole dei loro avversari e di conseguenza la differenza della loro statura.

Un cane fugge o affronta un pericolo, non sapendo che esistono gli eroi né i codardi, segue l’istinto ed agisce se la tempra (che da alcuni erroneamente viene definita coraggio) è in grado di reggere alle avversità dell’azione e la motivazione ad agire è supportata da un forte istinto di base; diversamente rinuncerà e scapperà.

I cani vengono utilizzati da 14000 anni, in moltissime attività ma per ciascuna di queste serve un profilo caratteriale che si adatti al compito da svolgere (ad es un cane da sport deve avere doti di altissimo temperamento, ottima predazione, grande socialità, ecc. un cane da assistenza deve avere un temperamento più mite, alta socialità , bassa aggressività ecc), insomma per ogni mansione assegnata, è necessario che il genotipo di quell’animale si adatti al ruolo da svolgere.

I cani sono istinto, non fanno dispetti, non hanno morale, non sono ne cattivi ne buoni, e sopratutto non sono il frutto di una migliore o cattiva gestione, ma solamente il risultato del loro patrimonio genetico.

Alcuni sono pazienti con i bambini, perché hanno dentro docilità, socialità, bassa aggressività, buona tempra, medio temperamento, ecco perché se il bimbo involontariamente gli tira la coda, sopportano e si fanno da parte; se diversamente tali doti non coincidono, un cane può persino uccidere un bambino, come una cagna mangia tranquillamente i suoi cuccioli se non è una buona fattrice.

Personalmente non sopporto la gente che dice “per me il cane è un figlio, è una persona”, non la sopporto perché non rispetta né i cani né le persone in questo modo; un cane è un animale, fantastico, privo di regole morali, spontaneo, emozionante, ed affettuoso con l’uomo, quando le sue doti naturali, come le chiama il mio maestro Vittorino Meneghetti, gli consentono di esserlo.

Un addestratore può gestire gli istinti del cane, può utilizzarli per realizzare un lavoro, può insegnare alla gente a rapportarsi nel giusto modo con il loro animale, ad evitare lo stress, i conflitti, a migliorare il rapporto, ma non recupera un bel niente, se la natura di un animale non è idonea al compito che l’uomo ha deciso per lui debba svolgere, nessuno può fare niente.

Bravi professionisti gestiscono, e ci tengo a sottolineare la parola “gestiscono”, anche cani pericolosi, perché sanno il modo corretto di approcciarli, le tecniche per lavorarli, e non si mettono mai a rischio grazie alla loro competenza, ma non cambiano la natura di nessuno.

Se un cane cerca di mordere il proprietario che l’ha cresciuto, per dominanza sullo stesso, si possono seguire mille corsi di recupero, ma alla fine quell’animale cercherà sempre magari in una situazione non prevista, e non affrontata in addestramento, di fare ciò che natura richiede; quindi o quel padrone si convince di dover convivere col “nemico” ed impara a gestire il carattere del suo cane (sempre se ha tempo, conoscenza e passione), oppure sarà sicuramente deluso dalla precarietà del comportamento corretto del suo fedele amico.

Imbottire i cani di farmaci per calmarli è una sciocchezza: saranno soltanto drogati, non calmati; la giusta soluzione è far capire al detentore di un cane potenzialmente pericoloso che il suo amore per lo stesso prevede un caro prezzo da pagare, in termini di rischio, tempo, conoscenza, e fatica.

Sento spesso dire “adesso quel cane non morde più”, magari parlando del recupero comportamentale di un ex combattente, quando si rivolgono a quelle povere bestie usate negli incresciosi quanto miserabili combattimenti tra cani. Un cane da combattimento, morderà sempre i suoi simili, perché la sua memoria di razza è stata selezionata per questo scopo; lo si può contenere, fare in modo che stia calmo quando gli diamo il comando, ma mai otterremo che giochi felice con i suoi simili per i verdi prati. Penso altresì che un uomo intelligente, prima di prenderne uno, debba consultare un professionista per consentire una valutazione preventiva della natura di quell’animale a seconda del compito e del ruolo che dovrà avere nella nuova famiglia.

Non credo nella “redenzione” dei cani, penso che ogni soggetto nasca in un modo e muoia nello stesso modo; alcuni sono utili e funzionali per importanti mansioni lavorative ma non per vivere in una casa con bambini.

Sempre più gente si rivolge a comportamentisti, psicologi canini, o più razionalmente ad addestratori, per recuperare un danno già accaduto; ma perché nessuno chiede ad un esperto di aiutarlo nella scelta del cane, in relazione alle esigenze che ha?

a cura del dott. Mauro Augusto

Forum Recupero comportamentale o gestione degli istinti del cane?

  • Questo topic ha 53 risposte, 12 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 7 anni, 1 mese fa da espada.
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  • #78593
    martablack
    Utente
      • @martablack

      Il fatto che vengano insegnati nei corsi di addestramento base non mi pare che sia una prova del fatto che questi comandi siano adatti a tutti i cani. Anzi, certi cani nemmeno sono fatti per fare corsi di educazione base. Andiamo oltre i pastori tedeschi e i cani da città… Prendiamo ad esempio il mastino tibetano di cui parlava cozmo: Veramente pensate che un cane del genere faccia il comando seduto, terra, piede? Pensate di poterlo “educare” o “addestrare” in modo da averlo sotto controllo sempre?
      Ma senza andare troppo in la.. Penso anche solo ad alcuni cani da caccia selezionati per secoli a lavorare in autonomia e a grande distanza dal padrone: Pensate di poter andare oltre la selezione e insegnare un perfetto richiamo? Ne abbiamo avuto un esempio anche sul forum con un pointer

      Questo discorso esula dal contenuto del topic, andrà spostato in un topic di contenuto più generale…

      Il tuo discorso mi sembra alquanto azzardato per svariati motivi (vado per punti):

      – i cani da caccia lavorano CON e PER l’uomo a grandi distanze dall’uomo, è per questo che son stati selezionati (e la selezione, ricordiamo, è fatta dall’uomo, non da Madre Natura! Se fosse per lei, magari il cane nemmeno esisterebbe)… ed il singolo soggetto problematico non rappresenta il caso generale!
      – Il fatto che un mastino tibetano (esempio limite che avete voluto prendere) sia una razza difficile, non significa che non debba essere educato. I comandi base, che piacciano o no, sono necessari ed essenziali per tutti, per il cane stesso, per il padrone e per terze persone… Se non sei in grado di educare il cane con la scusa “eh, ma è una razza difficile”, allora eviti di farlo stare a contatto con le persone o in luoghi pubblici… oppure non te lo fai proprio!
      – Il cane, in quanto tale, non è sottocontrollo sempre: non lo è il mastino tibetano, come non lo è nemmeno il microcane da borsetta ma questa non è una scusa valida per non educarlo affatto.

      Ripeto… Se sei in giro, con il cane slegato, al richiamo non torna e morde qualcuno, magari un bambino… Che fai? Rispondi che il cane è di una razza difficile?

      #78594
      Cozmo
      Utente
      • Località: Lugano
      • Genere: Maschio
        • @cozmo

        Tutti i cani possono imparare i comandi base, anche un mastino tibetano, ma non è questo il punto, il punto è che in caso di necessità non si può far affidamento su questi per far obbedire il cane, un conto è farlo tornare quando gli si insegna il comando, magari da cucciolone, un altro è pretendere che da adulto torni di corsa o che non si muova in presenza di stimoli.

        #78596
        giuliaconpedro
        Utente
          • @giuliaconpedro

          Il punto è: Il cane da caccia selezionato per lavorare con l’uomo ma in autonomia e su lunghe distanze che non torna immediatamente al richiamo é un caso problematico o semplicemente un cane che ha una sua memoria di razza per cui certi automatismi non funzionano?

          Inoltre, il mio discorso è funzionale proprio al rispetto delle regole, degli altri e dell’incolumità di tutti: Se sei consapevole dell’indole del tuo cane ti comporterai di conseguenza. Per cui certi cani non li porti in determinati luoghi o non li liberi al parco. Peraltro é vietato dalla legge liberare il cane se non negli appositi luoghi recintati.

          Scusate, ma é proprio questa mentalità per cui tutti i cani devono essere adatti a tutte le situazioni e devono tutti saper fare le stesse cose che sta appiattendo le razze a soggetti tutti uguali e senza un minimo del carattere che le rende quello che sono.
          Il non accettare che ci sono cani che non sono adatti all’area cani, cani che non sono adatti al parco, cani che non sono adatti ai luoghi affollati..

          #78597
          Anonimo

            Marta ha espresso gran parte dei concetti che avrei voluto esprimere io… Quindi sottoscrivo….
            Cozmo: ho capito quel che dici, ma t ripeto stai parlando di situazioni limite che nn rientrano nella normalità… Un cane abituato a non essere chiamato per motivi futili ed indirizzato nella maniera corretta è gran difficile che nn risponda ad un richiamo o che ignori un NO secco…

            #78599
            martablack
            Utente
              • @martablack

              Ma allora non parli del mastino tibetano;)

              #78600
              Anonimo

                Il punto è: Il cane da caccia selezionato per lavorare con l’uomo ma in autonomia e su lunghe distanze che non torna immediatamente al richiamo é un caso problematico o semplicemente un cane che ha una sua memoria di razza per cui certi automatismi non funzionano?

                Inoltre, il mio discorso è funzionale proprio al rispetto delle regole, degli altri e dell’incolumità di tutti: Se sei consapevole dell’indole del tuo cane ti comporterai di conseguenza. Per cui certi cani non li porti in determinati luoghi o non li liberi al parco. Peraltro é vietato dalla legge liberare il cane se non negli appositi luoghi recintati.

                Scusate, ma é proprio questa mentalità per cui tutti i cani devono essere adatti a tutte le situazioni e devono tutti saper fare le stesse cose che sta appiattendo le razze a soggetti tutti uguali e senza un minimo del carattere che le rende quello che sono.
                Il non accettare che ci sono cani che non sono adatti all’area cani, cani che non sono adatti al parco, cani che non sono adatti ai luoghi affollati..

                Credo che qui si stia facendo molta confusione. Un cane è un cane. Non stiamo parlando di orso e ghepardo. Stiamo parlando di cani. Esistono 10 gruppi in italia… tra questi dieci ci sono sicuramente razze particolarissime ma molte sono accomunate dal fatto che hanno 4 zampe, una coda e altre caratteristiche che mi pare di riconoscere…. ironia a parte, non si snatura un cane da pastore se risponde a un richiamo. continuerà a fare il pastore… uno da riporto terrà le caratteristiche del riporto e così via. Interagire con il conduttore e collaborare con esso NON è snaturare il cane. Inoltre può succedere che un san bernardo giocherellone veda un bambino e abbia voglia di giocarci assieme…il proprietario del cagnolino da 60 kg non riesce a trattenerlo perchè distratto….il san bernardo appoggia una zampa sul bambino e il bambino cade e si fa male!!! se il proprietario a disposizione avesse avuto il richiamo come ulteriore elemento sarebbe stato un vantaggio??? ho snaturato il san bernardo facendolo rispondere?? il 90% delle persone (secondo me la percentuale è molto più alta) possiede un cane per diletto e non per lavoro… pertando secondo la logica tua noi dovremmo vedere in giro esclusivamente cani appartenenti al gruppo 9.
                Purtroppo devo anche darti ragione… a me piacerebbe non vedere i labrador in mano a chiunque per non parlare di altre razze…. ma purtroppo le persone le acquistano anche se non sanno cosa stanno portando a casa… per certo posso affermare che un cane nordico da slitta acquistato da un buon allevatore in italia svolge egregiamente il suo compito. Quindi che la famiglia acquisti un simpatico bassotto piuttosto che un siberian piuttosto che altre razze fortunatamente sono talmente tanto selezionati che i compiti vengono svolti alla perfezione… o forse no… eterno dilemma: lasciare su un isola di 100 mq 30 o 40 cani durante la stagione estiva (3 mesi circa) senza nessun tipo di sostentamento e andarli a recuperare quando si riformano i ghiacci è crudeltà (ovviamente da 40 i cani sono meno della metà)?????? Sopravvissuti solo i cani più forti….quelli sono cani da lavoro che erano indispensabili per il sostentamento umano…. anche quella è selezione…. ha senso oggi il cane da lavoro per come lo si intendeva 50 o più anni fa…. se parliamo di queste cose possiamo continuare a farlo e ascolterò i pareri altrui volentieri confrontandomi… se parliamo di desperada che non riesce a controllare un cane tipo amstaff o simili…ecco sono due pianeti diversi…due argomenti diversi….credo di non avere altro da aggiungere

                #78601
                martablack
                Utente
                  • @martablack

                  Forse abbiamo esperienze diverse sui cani da caccia: mai visto un cane di un cacciatore che non torna al richiamo! MAI.
                  Ma al di là di questo, ribadisco che il cane è un animale creato dall’uomo… Non tutte le razze hanno lo stesso carattere ed equilibrio… Non tutte le razze rispondono alla stessa maniera… Ma la domanda rimane la stessa: e se un cane, qualsiasi cane, morde qualcuno, che fate? Vi nascondere dietro un dito, dicendo che la razza è difficile? O magari siete voi che non sapete educare quella razza che voi definite difficile?
                  Qui si parla di un cucciolo di 4 mesi di amstaff, si parla di un cane fondamentalmente da compagnia, un cane che deve imparare a convivere con l’uomo e con i suoi simili, di un cane a cui va insegnato a rimanere concentrato sul suo padrone nel momento in cui si presentano stimoli (ci sono delle prove proprio su questo… Saranno mica scemi, quelli che seguono questa disciplina?), non di un leone catturato dal suo ambiente naturale…

                  #78611
                  Admin
                  Admin
                  • Genere: Maschio
                    • @admin

                    ogni cane ha un PROPRIO profilo psicologico caratterizzato dalla combinazione delle sue doti naturali, tra le quali ad esempio la socialità, la tempra, la docilità, ecc.

                    in buona parte i profili psicologici hanno caratteri omogenei rispetto alle razze o meglio alle funzionalità per le quali i cani sono selezionati.

                    ad esempio i cani da pastore CONDUTTORI hanno mediamente una spiccata docilità, che favorisce l’addestramento e l’obbedienza al conduttore in generale; i GUARDIANI al contrario ne hanno mediamente poca e l’idea di richiedergli l’esecuzione di posizioni o movimenti in stretta obbedienza é innaturale.

                    questo comunque esula dal problema di Desperada, visto che ha un Amstaff, non un Fonnese

                    #78612
                    giuliaconpedro
                    Utente
                      • @giuliaconpedro

                      come anticipato ieri, ho spostato i messaggi in un’altra discussione, così possiamo smettere di far riferimento al cane di Desperada.

                      #78630
                      Anonimo

                        Fuori dal contesto non hanno senso. Prendono senso (seppur in maniera errata) i tuoi post. Per quanto aggiunto da admin, lo ringrazio. Se avessi usato un linguaggio specifico sarei risultato solo saputello. Parlavamo di cose normali tra persone normali. Come detto più volte (da me) “cavolate” facilmente risolvibili. Non ho intenzione di continuare questa discussione perchè non sarei intervenuto se fossa stata aperta. Ho lasciato la cinofilia “professionale” per evitare di avere a che fare con 4 santoni che leggendo due libri e Facendo da 30 anni sempre le stesse cose con i cani si sono distratti dal cane per dedicarsi ad altro. A me piace il cane. Resta un cane e riempie gran parte del mio tempo libero. Gran parte delle mie ferie sono dedicate all apprendimento sopratutto all estero (hanno metodi diversi, ne peggiori ne migliori… Diversi). Scusate ma ritengo che non siamo stati utili a nessuno in primis desperada.
                        Ps per admin…. Il ruolo di admin non è giudice disputa. Attenzione!
                        Mi auguro non venga cancellato… Anzi sono sicuro che viene lasciato qui

                        #78640
                        Admin
                        Admin
                        • Genere: Maschio
                          • @admin

                          al mio ruolo ci penso io, se vuoi insegnare come si amministra un forum sarò lieto di iscrivermi al tuo.

                          non ho capito neppure l’ultima frase, se era una velata minaccia sappi che é irrilevante; se sei approdato su questo forum é forse perché sinora abbiamo mantenuto le discussioni sul piano dell’armonia e dell’arricchimento reciproco, anche allontanando chi partecipava con uno spirito diverso.

                          #78641
                          Anonimo

                            caro admin hai fatto da giudice. ti ho ringraziato perchè hai detto cose giuste e che hanno avvalorato la mi tesi, ma non ne avevo bisogn. detto ciò vado via da solo. Mi dispiace per le migliaia di utenti che ci sono ma avere due moderatori così sinceramente è una delusione.

                            #78643
                            Admin
                            Admin
                            • Genere: Maschio
                              • @admin

                              siccome attribuiamo più importanza al Gruppo e alle Persone, che alle dispute sulla Ragione, avevo cercato di riportare armonia in una discussione che rischiava di diventare il trionfo dell’incomprensione.

                              però se non v’é altra soluzione…
                              :-(

                              #78645
                              lori
                              Moderatore
                                • @lori

                                In un Forum non esiste una verità assoluta, non esiste un consiglio che possa essere definitivo o migliore degli altri.
                                Esiste il Confronto.
                                Confronto tra diverse e numerose esperienze che il richiedente può valutare e trovare, o meno, la risposta risolutiva.

                                Importante che il confronto sia costruttivo e che le tesi esposte, perquanto differenti, siano esposte senza alcuna prevaricazione e nel rispetto delle altrui opinioni.

                                Alla fine chi legge con attenzione sarà in grado di formarsi una sua opinione e tutto questo viene fatto con uno scopo comune: il benessere del cane.

                                #78647
                                robyasia22
                                Utente
                                  • @robyasia22

                                  sorvolando le polemiche io concordo pienamente con ciò che dice Giulia, forse perchè lo sto provando con i miei cani.
                                  Premettendo che non sono un’addestratrice esperta, ma che comunque mi piace leggere ed informarmi per imparare sempre cose nuove, posso affermare che non si potrà mai avere obbedienza cieca e immediata per alcune razze.
                                  I miei cani sono:
                                  -golden retriever femmina di 5 anni (presa da cucciola)
                                  -cirneco dell’etna femmina di 2 anni (presa a 11 mesi)
                                  whippet femmina di 1 anno (presa da cucciola)
                                  penso sia inimmaginabile ottenere l’obbedienza che ho con la mia golden sia con la cirneca sia col whippet. Sono razze create per scopi diversi e soprattutto il cirneco, che rientra nei cani primitivi, non è stato nemmeno molto manipolato caratterialmente. Penso che se mi mettessi ad addestrare il cirneco da cucciolo tutti i giorni forse otterrei un cane più ubbidiente di quello che ho ora ma forse molto più stressato…

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